★ Convivium #10, Serata d'autore

STEFANO MIRABELLA.

Una serata con Stefano Mirabella per parlare di una cosa che sembra semplice e non lo è: imparare di nuovo a vedere quello che abbiamo intorno.

26.06.26 Venerdì · h 21
30 posti A sedere
Varese Via P. Veronese 4
Gratis Prenotazione obbligatoria
01, La serata

Imparare di nuovo
a vedere.

In questa serata di Convivium, Stefano Mirabella arriva al Blue Zone Studio per parlare di fotografia del quotidiano. Non come genere, non come tecnica, ma come atto: cosa significa davvero mettersi la macchina al collo e uscire di casa, e cosa succede in quello spazio sottile tra te e quello che hai sotto agli occhi quando uno dei due decide finalmente di guardare.

Stefano cita spesso Sergio Larrain, fotografo dell'agenzia Magnum. Se vedi le stesse cose tutti i giorni, diceva Larrain, una sorta di velo cala davanti ai tuoi occhi e ti impedisce di vedere quello che hai accanto.

Prima di pensare all'atto fotografico, bisogna imparare nuovamente a vedere quello che abbiamo intorno. È una delle frasi che Stefano dice sempre, ai suoi allievi. Le sue uscite di tutti i giorni, dal 2012 in poi, sono il tentativo di togliere quel velo. A volte senza nemmeno scattare. Solo guardare.

Per lui non è importante il posto, è importante come lo guardi. Per questo non gli piace la parola "street photography", la trova forviante. Preferisce dire "fotografia del quotidiano": la strada è solo il luogo dove succede, il quotidiano è quello che cerchi. E il quotidiano può capitare in metropolitana, dentro un supermercato, anche dentro casa tua.

02, Il tema

Togliere il velo
dagli occhi.

"Se vedi continuamente le stesse cose tutti i giorni, una sorta di velo appare davanti ai tuoi occhi, e quel velo ti impedisce di vedere quello che hai accanto." Lo diceva Sergio Larrain tantissimo tempo fa. Stefano apre con questa frase ogni suo corso, di qualunque tipo.

Perché alla fine il problema non è la macchina, non è il posto, non è la tecnica. È che a forza di passare ogni giorno per la stessa strada, smettiamo di vederla. Le prime uscite di Stefano, nel 2012, erano questo: il tentativo di rimuovere il velo. Spesso usciva senza neanche la macchina, guardava e basta, finché ha cominciato a percepire quello che aveva intorno in modo diverso.

Roma, dice, l'ha "riamata" da quando ha cambiato modo di vederla. La stessa città che molti criticano è diventata di nuovo stimolante quando l'occhio ha smesso di scivolare sulle cose. Il quotidiano è anarchico, non lo possiamo controllare, ma possiamo imparare a conoscerlo. È una cosa che ripete spesso, e che racconta meglio di tante teorie cosa cerca quando esce di casa con la macchina al collo.

In un tempo in cui fotografare è un gesto automatico, il suo lavoro pone una domanda diversa: quanto sei disposto a fermarti, oggi, per guardare la tua strada di sotto come se non l'avessi mai vista?

03, Il programma

Come si svolge
la serata.

20:30

Apriamo le porte

Ti accogliamo in studio, due chiacchiere prima dell'inizio. Lo studio è grande, fa piacere fartelo vedere con calma.

21:00

Conversazione con Stefano Mirabella

Un'ora e mezza di racconto. Stefano parte dalla Yashica che lo zio gli ha regalato alla prima comunione, passa dagli anni in tv satellitare quando la fotografia gli covava sotto, arriva al 2012 e alla folgorazione: la macchina al collo e basta. Parliamo del velo di Larrain, di Mai Ruiz e dell'occhio aperto, di perché "street" non gli piace come parola. Con proiezione di lavori scelti dall'archivio.

22:30

Q&A con l'ospite

Le domande dalla sala. Stefano è un docente che ama il confronto, le tue domande contano quanto le mie.

★ Ospite della serata

Stefano Mirabella,
romano, di strada e di quotidiano.

Ritratto di Stefano Mirabella Stefano Mirabella, ritratto di Marco Arienti, Imago 2022

Stefano è romano, classe 1973. La fotografia è la sua passione da quando lo zio, alla prima comunione, gli ha regalato una Yashica. Per tanti anni ha fatto un altro lavoro, in tv satellitare, registrando programmi in regia. La fotografia gli covava sotto ma non riusciva a darle lo spazio che voleva, la viveva da appassionato, faceva corsi, la sognava.

Nel 2012 arriva la folgorazione. Si imbatte online in fotografi non famosissimi ma con "quella marcia in più", capaci di guardare la propria città come nessun altro. Si mette la macchina al collo e non se la toglie più. Nel 2013 entra in Spontanea, il primo collettivo italiano di fotografia di strada, e vince il "Where Street Has No Name". Nel 2014 manda quasi per gioco le sue foto al LEICA TALENT, arriva in finale e vince. Dal 2015 collabora con Leica Akademie Italy e viene chiamato come giudice al Miami Street Photography Festival. Dal 2018 insegna a Officine Fotografiche Roma.

Quello che fa, lui, non lo chiama street. Lo chiama "fotografia del quotidiano", e ci tiene alla distinzione: la strada è il posto fisico, il quotidiano è quello che cerchi. Per lui può succedere anche dentro casa, in metropolitana, al supermercato con la macchina nello zaino. La cosa difficile non è il luogo. È togliersi il velo dagli occhi che cala quando tutto diventa abitudine.

Cita spesso una frase di Mai Ruiz: tieni l'occhio dentro al mirino, ma allenati a non chiudere l'altro. Quello che entra da lato lo vedi, in tempo per anticiparlo. È una micro-tecnica che dice molto di come lavora: la fotografia di strada vince sui dettagli, e sui dettagli puoi solo metterti in ascolto.

Progetti d'autore

  • Shadows
  • Il cielo in una stanza
  • City Emot(ic)ons
  • Dom
05, Il suo sguardo

Lo straordinario
nell'ordinario.

Frammenti dai progetti SHADOWS e CITY EMOT(IC)ONS. Roma, Tokyo, il vicolo di sotto: cambia il posto ma non l'attitudine. "Trovi lo straordinario anche nell'ordinario", dice Stefano. In serata ne vedrai molti di più.

Shadows
Shadows
City Emot(ic)ons
City Emot(ic)ons
Shadows
Shadows
City Emot(ic)ons
City Emot(ic)ons
Shadows
Shadows
Shadows
Shadows
City Emot(ic)ons
City Emot(ic)ons
Shadows
Shadows

Tutte le immagini © Stefano Mirabella, riprodotte per fini illustrativi dell'evento. Passa il mouse sopra per fermare la sequenza.

06, Prenotazione

Ingresso gratuito,
posti limitati.

Solo 30 posti per tenere il Convivium quello che vogliamo che sia: una sera in cui ci si guarda in faccia. La serata è gratuita ma la prenotazione è obbligatoria, ti chiedo solo di confermare se sei sicuro di esserci.

Convivium Live
Gratisposti limitati
Solo prenotazione

Una conversazione con Stefano Mirabella. Trenta posti, niente palco, sedie vicine. Qualche giorno prima ti scrivo io con gli ultimi dettagli pratici.

Quando

Ven 26.06.26 Apertura 20:30 · Inizio 21:00

Dove

Blue Zone Studio Via Paolo Veronese 4, Varese

Posti

30 a sedere Format intimo, solo prenotazione

Prenota il tuo posto

Ciao, ti chiediamo di compilare questo form per riservare il tuo posto alla serata. La partecipazione è gratuita ma su prenotazione, per questo ti chiediamo di iscriverti solo se hai la certezza di poter partecipare.

Per prenotare più di due posti è necessario fare una seconda prenotazione con una nuova mail.

07, Domande frequenti

Le risposte
più richieste.

Devo essere un fotografo per venire?
No. Convivium è pensato per chi ama la fotografia, ma anche per chi è semplicemente curioso del mestiere e dello sguardo. Tecnici, principianti e appassionati sono ugualmente benvenuti.
È davvero gratuito?
Sì, è un regalo alla nostra community. L'unica cosa che ti chiedo è di prenotare con la mail: i posti sono trenta e voglio essere sicuro di avere una sedia per te.
Porto la macchina fotografica?
Se vuoi sì, ma non è prevista una sessione di shooting. La serata è una conversazione, la macchina può restare in borsa.
Si parla di tecnica?
Pochissimo. Stefano è un docente serio, ma qui non stiamo facendo un workshop. La macchina conta quanto la testa che c'è dietro, e quella sera parliamo più della testa.
Se non posso più venire?
Scrivimi due righe. È gratuito ma c'è probabilmente qualcuno in lista d'attesa che vorrebbe il tuo posto: avvisarmi è l'unico modo per non sprecare una sedia.
Si parcheggia vicino?
Sì. Via Paolo Veronese ha parcheggio libero alla sera, e a 200 metri c'è un parcheggio pubblico più ampio.
★ Posti limitati

Ci vediamo
venerdì sera?

Venerdì 26 giugno, alle 21. Stefano, io, e altri ventotto. Si parla di velo, di quotidiano, di occhio aperto anche quando l'altro è dentro al mirino. Si parla di come si torna a guardare quando ci si accorge di non guardare più. Se ti suona vicino, prenota adesso: siamo davvero pochi.

Gratis Prenotazione obbligatoria
30 Posti a sedere
~2h Durata serata
26.06 Venerdì · h 21